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4 agosto 2006
IL SITO SENZA MEDIA E' QUI

| inviato da il 4/8/2006 alle 12:57 | |
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26 luglio 2006
UN ALTRO INIZIO in programmazione sul canale 916 (arcoiris.tv) di Sky
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Un altro inizio
Il 30 luglio dalle 23:03 alle 23:56 e in replica il 31/07/2006 sul canale 916 di Sky (www.arcoiris.tv)  |
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Documentario girato in occasione del trentennale della nascita della Comunità Capodarco Roma, una delle realtà sociali più attive nella capitale. Dalla disabilità fisica e psichica ai ragazzi a Rischio, dalle tossicodipendenze ai Rom. Un progetto nato nelle Marche nel'66 con la nascita della Comunità di Capodarco di Fermo e ampliatosi oggi in 14 regioni italiane. Il film si concentra sulla vita di relazione, sui sogni, i progetti e le dinamiche della Comunità. Girato in 45 giorni cerca di fotografare una realtà in continua mutazione e sviluppo.
Regia: Pietro Orsatti Con la collaborazione della CICA (Comunità Internazionale Capodarco) Riprese di Andrés Arce Maldonado, Andrea Boni, Niccolò Patriarca e Pietro Orsatti Montaggio: Pietro Orsatti
visita il sito http://orsatti.blogspot.com |
durata: 53,32 min.

| inviato da il 26/7/2006 alle 12:16 | |
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24 luglio 2006
PAROLA DI PRESIDENTE - il discorso di Kennedy a Berlino nel '63

Di Massimo Mazzucco
Le parole di Kennedy, pronunciate a Berlino nel 1963, tornano oggi di prepotente attualità.
Visita il sito: www.luogocomune.net

| inviato da il 24/7/2006 alle 13:58 | |
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24 luglio 2006
Video (quasi) inedito di Paolo Borsellino
Ho visto alcune sere fa a Primo Piano su Rai3 parte di questo filmato.
Artigianale, sporco, indimenticabile. Alcuni mesi fa era già stato
inserito su arcoiris.tv.

Il
giudice Borsellino incontra, il 26 gennaio del 1989, gli studenti di
Istituto professionale di Stato per il commercio "Remondini" di Bassano
del Grappa. Incisivo e didascalico, affronta tutti i temi fondamentali: dalla mafia alla legalità.
Video
avuto per gentile concessione del Prof. Enzo Guidotto, Presidente
dell'Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso e Consulente della
Commissione Parlamentare Antimafia.
Visita il sito: www.centroborsellino.it Vistia il sito: www.narcomafie.it Vistia il sito: www.antimafiaduemila.com

| inviato da il 24/7/2006 alle 11:36 | |
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24 luglio 2006
Da "La Storia siamo noi" lo speciale su Paolo Borsellino
Paolo
Borsellino nasce a Palermo nel 1940. A soli ventitrè anni vince il
concorso in magistratura e diventa il più giovane magistrato d’Italia.
Si occupa all’inizio solo di cause civili, poi passa al penale. A
trentanove anni il suo nome balza all’onore delle cronache, compare sui
giornali per un’inchiesta sui rapporti tra mafia e politica nella
gestione degli appalti pubblici. È il 1980, l' anno in cui Cosa nostra
cambia volto. Ai vecchi uomini d’onore si sostituiscono i violenti e
sanguinari corleonesi capitanati da Totò Riina.
Il pool antimafia e il maxi processo
Nel
1980 Paolo Borsellino inizia a collaborare con Rocco Chinnici,
procuratore capo di Palermo. È un incontro importantissimo nella vita
del magistrato. Come racconta Rita Borsellino, sorella del giudice: “In
Chinnici Paolo trova la figura paterna che aveva perso quando era
giovane”. E proprio l’umanità, il rispetto reciproco, l'affiatamento
sono le caratteristiche della straordinaria squadra di magistrati messa
insieme da Chinnici: nasce il pool antimafia con l'obiettivo di
combattere Cosa Nostra con metodi nuovi e più efficaci. Proprio
grazie al lavoro del pool finalmente la mafia non sembra più un
fenomeno invincibile. Chinnici ha l’intuizione giusta: indirizzare le
indagini verso le attività finanziarie di Cosa nostra. I magistrati del
pool si concentrano sugli appalti e sui conti bancari. Che la strada è
quella giusta lo dimostra le reazione della mafia. Il 30 aprile del
1982 sono assassinati il deputato comunista Pio la Torre e il suo
autista Rosario Di Salvo. Lo stesso giorno, il ministro degli Interni,
Virgilio Rognoni, decide di passare al contrattacco, inviando a Palermo
il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. È l’uomo che ha sgominato le
Brigate Rosse, il generale dei carabinieri che ha combattuto per lo
Stato e ha vinto. Dalla Chiesa arriva la sera stessa dell’omicidio La
Torre e solo dopo cento giorni sarà lui la nuova vittima dalla mafia.
Il 3 settembre del 1982 la sua A112 viene crivellata a colpi di mitra e
con lui perdono la vita la moglie, Emanuela Setti Carrara, e l’agente
di scorta, Domenico Russo. La scia di sangue lasciata da Cosa nostra è
sempre più lunga. Prima di La Torre e Dalla Chiesa altri uomini sono
caduti sulla strada della giustizia: Boris Giuliano, Gaetano Costa,
Cesare Terranova e Emanuele Basile. La mafia ha ormai alzato il tiro e
a Roma il Parlamento approva la legge Rognoni-La Torre che istituisce
il reato di associazione mafiosa e fornisce ai giudici gli strumenti
per indagare sui conti bancari. Ma ancora una volta la reazione mafiosa
è violentissima. Il 29 luglio 1983, in via Pipitone Federico, a
Palermo, viene assassinato Rocco Chinnici. Borsellino e gli uomini del
pool si sentono colpiti nel profondo ma vanno avanti e chiedono al
Consiglio Superiore della Magistratura che venga mandato al posto di
Chinnici un uomo che abbia profonda conoscenza del fenomeno mafioso.
Così Antonino Caponnetto diventa il nuovo Consigliere istruttore di
Palermo. Con la sua guida il pool ottiene i risultati più eclatanti. La
chiave di volta è un uomo di Cosa nostra, Tommaso Buscetta. Il mafioso
è arrestato nel 1984 in Brasile ed è Giovanni Falcone a interrogarlo e
convincerlo a rivelare nomi e fatti. Le confessioni di Buscetta sono un
colpo fortissimo per la mafia e Paolo Borsellino e Giovanni Falcone
possono istruire il più grande processo contro Cosa nostra. Il 10
febbraio del 1986 l’attenzione del Paese si concentra su un’aula
bunker. Da una parte ci sono gli uomini simbolo del pool, Falcone e
Borsellino, dall’altra, dietro le sbarre, ci sono 475 imputati. Le
rivelazioni di Buscetta hanno permesso di scoperchiare “la cupola”, il
vertice di Cosa nostra. Il numero degli imputati è così elevato che è
stato necessario costruire accanto al carcere dell’Ucciardone una
costruzione collegata da corridoi interni alla prigione in modo che gli
imputati siano trasferiti in massima sicurezza. Migliaia di carabinieri
e poliziotti sono inviati a Palermo per l’occasione e la Corte
giudicante è formata da un numero doppio di membri perché si teme che
qualcuno possa essere ucciso durante il processo. Il presidente è
Alfonso Giordano e il processo dura 22 mesi, alla fine dei quali La
Corte dà ragione in modo inequivocabile al pool antimafia. Il maxi
processo si conclude il 16 dicembre del 1987 con sentenza della Corte
di Assise che commina diciannove ergastoli a tutti i componenti della
cupola e 2665 anni di carcere ad altri 339 imputati. Cinque anni dopo
la Cassazione conferma la sentenza.
"Il pool deve morire davanti a tutti"
A
Palermo intanto le cose stanno cambiando e il 16 dicembre del 1987
Caponnetto deve lasciare il pool per motivi di salute. Il suo erede
naturale dovrebbe essere Giovanni Falcone, ma il 19 gennaio del 1988 il
CSM designa come capo ufficio istruzione Antonio Meli. Per Paolo
Borsellino è una decisione intollerabile e ingiusta. Il magistrato
decide così, il 20 luglio del 1988, di rilasciare due interviste, a
“L’Unità” e a “La Repubblica”, che sconvolgono l’opinione pubblica e
colpiscono per la fermezza delle sue accuse: “Fino a qualche mese fa
tutto quello che riguardava Cosa nostra passava sulla scrivania di
Giovanni Falcone – dichiara Borsellino sulle pagine de “La Repubblica”
– Ora, dopo un tiro e molla di qualche mese, Meli è diventato titolare
del maxi processo. Dubito che il nuovo consigliere possa in un paio di
mesi aver acquisito una tale conoscenza del fenomeno mafioso. Al posto
di Meli si doveva nominare Falcone per garantire la continuità
dell’ufficio. Intanto Cosa nostra si è organizzata come prima, più di
prima … Ci sono tentativi seri per smantellare definitivamente il pool
antimafia dell’ufficio istruzione e della procura di Palermo. Stiamo
tornando indietro come dieci o venti anni fa”. Poco prima di morire, il
25 giugno del 1992, alla biblioteca pubblica di Palermo, ultimo
incontro pubblico del magistrato, Paolo Borsellino spiega perché aveva
rilasciato quell’intervista: “Rischiai conseguenze professionali
gravissime. E forse questo lo avevo messo nel conto. Mi dissi che
l’opinione pubblica almeno deve sapere e conoscere. Il pool deve morire
d’avanti a tutti”.
23 maggio 1992: la strage di Capaci
Sono
circa le 18 del 23 maggio 1992 e il giudice Giovanni Falcone, direttore
degli affari penali del ministero di Grazia e Giustizia, è da poco
atterrato all’aeroporto di Punta Raisi con la moglie Francesca
Morvillo, anche lei magistrato. La sua auto e quella della scorta si
dirigono verso Palermo. All’altezza di Capaci una tremenda esplosione
di 5 quintali di tritolo uccide il magistrato simbolo della lotta alla
mafia, sua moglie Francesca e tre uomini della scorta: Antonio
Montanaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo.
19 luglio 1992: la strage di via D’Amelio
Cosa
nostra decide che è arrivato il turno di Borsellino. Il boss Totò Riina
incarica uno dei suoi uomini, Salvatore Biondino, che a sua volta si
rivolge a uomini d’onore legati a Bernardo Provenzano. Le due ali di
Cosa nostra si dividono le responsabilità, allineate sullo stesso
fronte. In quei giorni Borsellino è in Puglia per una conferenza e
viene a sapere, da un’informativa del Ros, che a Palermo è arrivato il
tritolo per ucciderlo. A via D’Amelio abita la madre del giudice. È una
strada perfetta per piazzare un autobomba: una via senza uscita. Gli
abitanti della zona avevano chiesto più volte che fossero presi dei
provvedimenti, impauriti dall’arrivo delle auto blindate del magistrato
e gli stessi uomini della scorta avevano fatto presente la situazione.
Ma nulla è stato fatto. La mattina del 19 luglio del 1992 Paolo
Borsellino è a Villagrazia di Carini, località in cui la sua famiglia
passa le vacanze nella casa al mare. Il magistrato decide però di
rientrare a Palermo per fare visita alla madre. A Villagrazia, di
guardia, c’è Biondino che controlla i suoi spostamenti. Il mafioso
avverte i killer già posizionati in via D’Amelio di tenersi pronti.
“Mia madre era in casa da sola e fece in tempo a sentire le sirene
delle macchine che si avvicinavano e poi scoppiò il finimondo”, ricorda
Rita Borsellino. Quando le auto saltano in aria finiscono anche le
parole. Antonino Caponnetto, accorso sul luogo, riesce a dire solo: “È
finito tutto”. Insieme a Paolo Borsellino sono assassinati gli agenti
di scorta Agostino Catalano, Walter Cusina, Vincenzo Li Muli, Emanuela
Loi e Claudio Traina. Nel corso dei vari processi fino ad oggi
celebrati sono stati condannati in via definitiva 47 persone, 25 delle
quali all’ergastolo. Tra queste: Salvatore Riina, Pietro Ajeri,
Salvatore Biondino, Giuseppe Graviano, Carlo Greco e Salvatore Profeta.
Puntata di Gianluigi De Stefano
FONTE: La Storia Siamo Noi
VAI ALLA PAGINA PER VEDERE IL VIDEO DELLA PUNTATA
| inviato da il 24/7/2006 alle 11:4 | |
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24 luglio 2006
Lona Preta, il potere della terra - Un fil sui Sem Terra in Brasile

Il film racconta i 17 giorni della Marcia Nazionale per la Riforma
Agraria da Goiania a Brasilia. 12.000 persone, militanti dell'MST, che
camminando per 300 km chiedono che il presidente Lula mantenga le
promesse prese con i movimenti sociali brasiliani.
I sogni, le testimonianze, le speranze, di un intero popolo. Un racconto collettivo
di chi si mobilita dal basso per chiedere un nuovo modello di sviluppo
e una nuova politica sociale.
Scritto da: Pietro Orsatti
Regia: di Niccolò Patriarca
Riprese: Angelo Ghelardi, Pietro Orsatti, Diego Panico e Niccolò Patriarca
Montaggio: Pietro Orsatti

| inviato da il 24/7/2006 alle 10:59 | |
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23 luglio 2006
Cinque anni da Genova - "Bella Ciao" di Marco Giusti
 Un film di Marco Giusti
Bella
ciao ricostruisce l'evolversi degli scontri genovesi, utilizzando
imateriali girati da numerosi operatori della Rai e di media
indipendenti. Le riprese sono presentate senza alcun commento, salvo
quello musicale.

| inviato da il 23/7/2006 alle 10:32 | |
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23 luglio 2006
Clown in Kabu - Un bellissimo film sull'Afghanistan praticamente dimenticato
 
Clown in Kabul - Afghanistan 2002
Per gentile concessione di Radio Base
Visita il sito: www.radiobase.net

| inviato da il 23/7/2006 alle 10:30 | |
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22 luglio 2006
Gli angeli del Brasile - Reportage e documentario sul turismo sessuale in Brasile
 Reportage/inchiesta sul turismo sessuale realizzato nel corso della lavorazione del documentario Gli Angeli del Brasile
di Pietro Orsatti
Copacabana,
Avenida Atlantica. Dalle dieci di sera quello che viene considerato uno
dei tratti di lungomare più esclusivi di Rio de Janeiro, si trasforma
nel supermercato del sesso. A ogni angolo di strada decine di
prostitute e viados. I bar sul lato della spiaggia, stracolmi di
turisti la mattina, la notte si svuotano. Affollati invece i locali
dall'altra parte della strada. In alcuni di questi, soprattutto in
quelli che si affacciano sulle vie laterali, la prostituzione è
soprattutto omosessuale. Davanti alla discoteca Help, invece, si
concentrano i turisti stranieri. Si siedono in piccoli gruppi ai
tavoli. Ordinano da bere. Aspettano. Intorno a loro centinaia di
prostitute, in piedi, che attendono di essere notate, scelte, chiamate.
Spesso gli stessi camerieri dei locali si prestano a fare da
intermediari: si ordina una caipirinha e al giro successivo una o più
ragazze.
LEGGI IL RESTO DELL'ARTICOLO SU PEACELINK
GUARDA IL DOCUMENTARIO SU ARCOIRIS.TV
| inviato da il 22/7/2006 alle 11:2 | |
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22 luglio 2006
Produzioni dal basso
Produzioni dal basso è
una piattaforma internet indipendente, orizzontale e gratuita. Lo scopo
di questa piattaforma è quello di offrire uno spazio a tutti coloro che
vogliono proporre il proprio progetto artistico attraverso il sistema
delle produzioni dal basso. Per sistema delle produzioni dal basso
si intende il metodo di raccolta fondi e finanziamenti attraverso una
sottoscrizione popolare per la realizzazione di un progetto. In questo
modo chi propone un progetto può quindi farsi una idea dell'interesse
potenziale che può attirare la sua proposta e può coprire le spese per
la produzione. Produzioni dal basso non percepisce percentuali per i
progetti proposti, non acquisisce diritti sulle opere proposte, non
stampa e non distribuisce nulla. Lo scopo di questo sito è proporre un
metodo nuovo, discutere e ridiscutere il ruolo dell'artista e
dell'autoproduzione culturale. Per utlizzare questa piattaforma è
sufficiente iscriversi, è semplice e non è vincolante. Per iscriversi
basta inserire il proprio nome e cognome, l'indirizzo ed una mail
valida. Una volta iscritti è possibile proporre progetti e/o
sottoscrivere e finanziare i progetti pubblicati.
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| inviato da il 22/7/2006 alle 11:0 | |
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